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日志


10月17日

Continuiamo a combattere,firmate la petizione x sostenere Roberto Saviano

14 ottobre

IO SONO CON ROBERTO

Spesso si dà la colpa alla criminalità organizzata, alla camorra, al boss di quartiere e a volte di strada, ma il grado di civiltà di una Nazione dipende soprattutto dalle piccole cose. E’ per questo motivo che chiediamo a tutti coloro abbiano a cuore un problema che è di tutti gli italiani di sottoscrivere, sul sito www.sosteniamosaviano.net, il nostro messaggio di solidarietà indirizzato a Roberto Saviano e per presa conoscenza al Presidente della Repubblica e ai Presidenti del Senato e della Camera dei Deputati.

Il sito è già attivo e massimo entro domani, domenica 15 Ottobre, sarà pronta una finestra per la raccolta delle firme: è un dovere morale di tutti gli italiani prendere parte all’iniziativa!

 

Caro Roberto, desideriamo esprimerti la nostra sincera solidarietà per gli spiacevoli episodi che ti sono capitati dopo la pubblicazione di Gomorra.

Hai avuto un grande coraggio che purtroppo manca a tante, troppe persone; ma il tuo coraggio sta dando dei frutti che non sono solo negativi. Molti ti accusano di parlare male della tua terra natale, ma chi ha un po' di coscienza civile sa che tu hai fatto esattamente l'opposto: hai dato un po' di onore ad un territorio devastato da quel gran fenomeno sociale che è la Camorra.

Chi vive a contatto con la Camorra si adatta all'inadattabile e spesso senza rendersene conto legittima indirettamente determinati comportamenti! Il tuo libro ha dato fastidio a quelle persone che sono potenti grazie al silenzio della ragione.

Spesso si dà la colpa alla criminalità organizzata, alla camorra, al boss di quartiere e a volte di strada, ma è ora di farsi un esame di coscienza perché il grado di civiltà di un territorio si vede innanzitutto dalle piccole cose.

Hai risvegliato le coscienze di tante persone, ci hai fatto capire che l’equazione Camorra=Boss è errata, perché quando si parla di Camorra ci si deve riferire a tutti coloro che legittimano questo Sistema e fanno sì che si radichi ben bene nel tessuto sociale del territorio.

A questo punto ci domandiamo a cosa servano tutti questi convegni in pompa magna, a cosa serve aumentare il numero delle forze di polizia, a cosa serve discutere ancora di ciò se non cambia la mentalità della stragrande maggioranza delle persone che vivono qui?

Ci ha colpito in modo particolare la lettera di un bambino che hai pubblicato e che vogliamo riproporre: “Tutti quelli che conosco o sono morti o sono in galera. Io voglio diventare un boss. Voglio avere supermercati, negozi, fabbriche, voglio avere donne. Voglio tre macchine, voglio che quando entro in un negozio mi devono rispettare, voglio avere magazzini in tutto il mondo. E poi voglio morire. Ma come muore uno vero, uno che comanda veramente. Voglio morire ammazzato”.

La camorra ti ha indicato come il colpevole, perché stai commettendo uno degli “errori” più gravi che si possano compiere nell’agro aversano. Attraverso Gomorra ti sei permesso di spiegare tutti i suoi meccanismi, di spiegare il suo radicamento nella nostra società, di fare nomi e cognomi. Il vile attacco intimidatorio che la camorra ha perpetrato nei tuoi confronti, all’indomani del tuo intervento nella piazza principale di Casal di Principe, preoccupa tutti, in modo particolare i giovani.

Hai utilizzato nel migliore dei modi il diritto d'espressione e d''informazione sancito dall'articolo 21 della nostra Costituzione, un diritto che nessuno può negarci.

Puoi stare certo che non ti abbandoniamo e che ti siamo accanto.

 

 

 

Al Presidente della Repubblica Sen. Giorgio Napolitano

Al Presidente della Camera On. Fausto Bertinotti

Al Presidente del Senato della Repubblica Sen. Franco Marini

 

Egregio Presidente,

 

le scriviamo questa lettera perché riteniamo che sia arrivato il momento di rompere l’assordante silenzio che avvolge lo scempio che si consuma ogni giorno nella nostra terra. Un brutto spettacolo che va avanti da anni, da decenni, con i cittadini sempre più afflitti e le istituzioni sempre più assenti e purtroppo, non di rado, colluse con gli ambienti che dovrebbero combattere.

La camorra è a un passo dal vincere, o forse ha già vinto, contro la gente per bene. Negli ultimi anni, nella nostra terra, si è consumato uno scontro di civiltà che ha visto contrapporsi la mentalità e il modo di fare camorristico, al vivere civile. Uno scontro silenzioso ma costante, quasi intangibile ma frustrante, che ha usurato la voglia di riscatto delle nostre popolazioni. Una civiltà vince su un’altra non certo quando l’esercito occupante oltrepassa le mura perimetrali, bensì quando il popolo conquistato assorbe usi, costumi e cultura del popolo conquistatore. Ebbene la camorra ha conquistato l’altro “universo buono”  del popolo campano. Essa dà lavoro dove non c’è e protezione a chi la chiede. In cambio chiede la vita. La vita di una persona, infatti, vale meno di un carico di cocaina, eppure non di rado quelli che noi definiamo “universo buono” o “gente per bene”, sono schierati dalla parte dei camorristi, con le forze dell’ordine che sono male accette, avversate e spesso attaccate fisicamente in luoghi come Scampia.  Certo, stupirsi di ciò sarebbe da ingenui, visto che in certe zone di Napoli non ci entrano neppure i postini a consegnare la posta. Lì tutto è possibile e la camorra ha gioco facile. Ma il segnale tangibile della vincente strategia attuata dalla camorra non arriva dalle aree degradate, bensì dal centro delle nostre città, dalle aree generalmente considerate tranquille, vivibili. Intendiamo che se fino a pochi anni fa la camorra poteva essere identificata come un’organizzazione malavitosa, oggi è opportuno considerarla prima di tutto come un modus vivendi, come uno stile di vita. La mentalità sopraffattrice, la prepotenza e l’irriverenza verso le minime regole del vivere civile è la prova di quanto diciamo. Tali aberrazioni sono diffuse in ogni settore della popolazione e farne un discorso di classe o di degrado economico sarebbe sbagliato e controproducente. C’è da fare un’opera di pulizia culturale che coinvolga tutti quelli (e non sono pochi) che sono stanchi di vivere in questo modo.

Questo scritto scaturisce da un episodio che ci lascia sconcertati: lo scrittore Roberto Saviano, giornalista de L’ESPRESSO, autore di Gomorra, un libro – denuncia sulla realtà camorristica campana, napoletana e soprattutto aversana, è stato minacciato e intimidito al punto che il Prefetto ha deciso di assegnargli una scorta. Saviano ha avuto coraggio, Signor Presidente. Il coraggio di schierarsi dalla parte dei giusti, il coraggio di fare nomi e cognomi, nella piazza di Casal si Principe. Ci creda non è facile fare ciò. Si rischia e soprattutto si mette in pericolo i propri cari e la propria famiglia. La camorra è meschina, signor Presidente, ti attacca laddove non ti puoi difendere, ti sorveglia quando meno te lo aspetti (quando Saviano presentò il suo libro alla nella piazza di Casale, i camorristi della zona avevano messo degli scagnozzi a registrare chi avesse applaudito e quanto avesse applaudito). Saviano è un ragazzo di 28 anni che ha deciso di combattere nella sua terra contro il male maggiore: la mentalità camorristica. Per questo noi abbiamo deciso di aiutarlo con ogni mezzo a nostra disposizione. Ma noi da soli non bastiamo. Ci serve l’appoggio fattivo delle istituzioni locali e nazionali. La latitanza di queste è inaccettabile, le reazioni che alcune istituzioni campane hanno avuto nei confronti di Saviano sono state squallide, indicibili e avvilenti. Hanno dato alla camorra un messaggio di arrendevolezza: davanti a qualcuno che rischia la propria vita e quelle dei propri cari, non si può reagire snobbandolo. Sento spesso decantare la collaborazione tra istituzioni e cittadino: in questo caso il cittadino ha fatto la sua parte e vuole continuare a farla, ma ora tocca anche a qualcun altro. 

Egregio Presidente, la storia di Saviano deve, secondo noi, servire da punto di partenza per riaccendere i riflettori sui problemi reali della nostra terra. Non ci servono più fondi di nessun tipo. Dateci cultura, sapere, istruzione, educazione civica e il resto verrà di conseguenza.

Ci tornano alla mente i ragazzi di Locri e le loro grida di battaglia: essi sono stati dimenticati e nessuno ne parla. Ci tornano in mente i veri eroi del nostro tempo: Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Don Diana… essi sono stati dimenticati e vengono ormai ricordati solo in qualche rituale manifestazione, con la conseguenza che il loro sacrificio sembra essere andato perso. Per sconfiggere la camorra abbiamo bisogno dell’apporto permanente e sinergico di tutti. Vorremmo una lotta senza e senza ma. Vorremo segnali: via i camorristi e i mafiosi dalla politica, vorremo che non ci fossero zone d’ombra tra la politica e la camorra. Vorremo chiarezza per capire meglio chi è da una parte e chi è dall’altra. Vorremo un’azione seria e continua contro chi strozza la nostra economia decidendo chi si aggiudicherà un appalto, quando se lo aggiudicherà e quanto questi guadagnerà da esso. Insomma un’azione seria verso la camorra imprenditrice, contro la camorra del racket, contro la camorra che non ci fa vivere in libertà

Per fare questo, caro Presidente, e per farsi che tra qualche anno non si stia ancora qui a discutere sul come fare a combatterla abbiamo bisogno del vostro aiuto. Una dichiarazione detta da voi è molto più di mille articoli scritti da noi. Siate decisi e di fianco a noi nel combattere la nostra piaga.

 Con fiducia e sicuri che un giorno noi e i nostri figli riavremo la nostra terra, le porgiamo distinti saluti.

 

Con osservanza

 Tommaso Aquilante, Emiliana Cristiano, Paolo Esposito, Alessandro Pecoraro

10月11日

La macchina ad aria è volata via!!!

Se ci mettiamo tutti a farla girare ci vorra' poco a fargli un bel casino...

L'auto ad aria è... volata via 

Eolo, la vettura che avrebbe fatto a meno della benzina è stata fatta sparire. Perché?  

VIVAMO IN UN MONDO DOVE CI VOGLIONO FAR CREDERE CHE IL PETROLIO E' IMPORTANTE QUANTO L'ACQUA

QUESTA DEVE DAVVERO FARE IL GIRO DEL MONDO! Guy Negre, ingegnere progettista di motori per Formula 1, che ha lavorato alla Williams per diversi anni, nel 2001 presentava al Motorshow di Bologna una macchina rivoluzionaria: la "Eolo" (questo il nome originario dato al modello), era una vettura con motore ad aria compressa, costruita interamente in alluminio tubolare,fibra di canapa e resina, leggerissima ed ultraresistente. Capace di fare 100 Km con 0,77 euro, poteva raggiungere una velocità di110 Km/h e funzionare per più di 10 ore consecutive nell'uso urbano. Allo scarico usciva solo aria, ad una temperatura di circa -20°, che veniva utilizzata d'estate per l'impianto di condizionamento. Collegando Eolo ad una normale presa di corrente, nel giro di circa 6 ore il compressore presente all'interno dell'auto riempiva le bombole di aria compressa, che veniva utilizzata poi per il suo funzionamento. Non essendoci camera di scoppio né sollecitazioni termiche o meccaniche la manutenzione era praticamente nulla, paragonabile a quella di una bicicletta. Il prezzo al pubblico doveva essere di circa 18 milioni delle vecchie lire, nel suo allestimento più semplice. Qualcuno l'ha mai vista in Tv? Al Motorshow fece un grande scalpore, tanto che il sito www.eoloauto.it venne subissato di richieste di prenotazione: chi vi scrive fu uno dei tanti a mettersi in lista d'attesa, lo stabilimento era in costruzione, la produzione doveva partire all'inizio del 2002: si trattava di pazientare ancora pochi mesi per essere finalmente liberi dalla schiavitù della benzina, dai rincari continui, dalla puzza insopportabile, dalla sporcizia, dai costi di manutenzione, da tutto un sistema interamente basato sull'autodistruzione di tutti per il profitto di pochi. Insomma l'attesa era grande, tutto sembrava essere pronto, eppure stranamente da un certo momento in poi non si hanno più notizie. Il sito scompare, tanto che ancora oggi l'indirizzo www.eoloauto.it risulta essere in vendita. Questa vettura rivoluzionaria, che, senza aspettare 20 anni per l'idrogeno (che costerà alla fine quanto la benzina e ce lo venderanno sempre le stesse compagnie) avrebbe risolto OGGI un sacco di problemi, scompare senza lasciare traccia. A dire il vero una traccia la lascia, e nemmeno tanto piccola: la traccia è nella testa di tutte le persone che hanno visto, hanno passato parola,hanno usato Internet per far circolare informazioni. Tant'è che anche oggi, se scrivete su Google la parola "Eolo", nella prima pagina dei risultati trovate diversi riferimenti a questa strana storia. Come stanno oggi le cose, previsioni ed approfondimenti. Il progettista di questo motore rivoluzionario ha stranamente la bocca cucita, quando gli si chiede il perché di questi ritardi continui. I 90 dipendenti assunti in Italia dallo stabilimento produttivo sono attualmente in cassa integrazione senza aver mai costruito neanche un'auto. I dirigenti di Eolo Auto Italia rimandano l'inizio della produzione a data da destinarsi, di anno in anno. Oggi si parla, forse della prima metà del 2006... Quali considerazioni si possono fare su questa deprimente vicenda? Certamente viene da pensare che le gigantesche corporazioni del petrolio non vogliano un mezzo che renda gli uomini indipendenti. La benzina oggi, l'idrogeno domani, sono comunque entrambi guinzagli molto ben progettati. Una macchina che non abbia quasi bisogno di tagliandi nè di cambi olio,che sia semplice e fatta per durare e che consumi soltanto energia elettrica, non fa guadagnare abbastanza. Quindi deve essere eliminata, nascosta insieme a chissà cos'altro in quei cassetti di cui parlava Beppe Grillo tanti anni fa, nelle scrivanie di qualche ragioniere della Fiat o della Esso, dove non possa far danno ed intaccare la grossa torta che fa grufolare di gioia le grandi compagnie del petrolio e le case costruttrici, senza che "l'informazione" ufficiale dica mai nulla, presa com'è a scodinzolare mentre divora le briciole sotto al tavolo.... invece delle inutili catene di S. Antonio, facciamo girare queste informazioni!!! LA GENTE DEVE SAPERE!!!!!!!

10月2日

Marcia Silenziosa

 

Insieme per superare la cultura della sopraffazione:

Marcia silenziosa per le strade di Torre Annunziata

Venerdì 6 ottobre ore 18.30 - Piazzale antistante Stadio Giraud

Arrivo in Viale Manfredi (Stazione T.Ann.ta Centrale)

Partecipiamo tutti senza simboli o striscioni - Torre in Rete